FAQ: Verifiche Impianti di Messa a Terra (DPR 462/01)
In questa sezione abbiamo raccolto le risposte ai dubbi più frequenti riguardanti gli obblighi legislativi, le scadenze e le procedure per la verifica degli impianti di messa a terra.
Indice rapido:
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1. Cos'è il DPR 462/01 e perché è obbligatorio?
Il DPR 462/01 è il decreto che impone a ogni Datore di Lavoro l'obbligo di far verificare periodicamente l'impianto di messa a terra della propria attività. A differenza della manutenzione ordinaria, questa è una verifica ispettiva di legge per garantire la sicurezza contro le scosse elettriche.
2. Chi deve richiedere la verifica?
Tutte le attività che hanno almeno un lavoratore (come definito dal D.Lgs 81/08).
Nota bene: Per "lavoratore" si intende chiunque svolga un’attività nell'organizzazione, indipendentemente dal contratto: dipendenti, soci lavoratori, stagisti, apprendisti e persino volontari o badanti.
3. Posso far fare la verifica al mio elettricista?
No. L'elettricista può installare e fare manutenzione, ma non ha l'autorità legale per certificare la verifica ai sensi del DPR 462/01.
Solo gli Organismi Abilitati dal Ministero (come il nostro) o ASL/ARPA possono emettere il verbale valido in caso di controlli.
4. Qual è la periodicità delle verifiche?
La legge prevede due intervalli temporali a seconda del tipo di attività:
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Ogni 2 anni (Biennale): Per cantieri, locali medici/estetici, ambienti a maggior rischio in caso di incendio (es. alberghi, discoteche, depositi infiammabili) e luoghi con pericolo di esplosione.
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Ogni 5 anni (Quinquennale): Per tutte le altre attività (uffici, negozi standard, officine non a rischio incendio, ecc.).
5. Quali sono le sanzioni in caso di inadempienza?
Il mancato rispetto delle scadenze comporta sanzioni pesanti previste dal D.Lgs 81/08:
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Sanzioni amministrative: da € 1.000 a oltre € 4.800.
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Sanzioni penali: arresto da 2 a 4 mesi per il Datore di Lavoro.
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Sospensione dell'attività: L'Ispettorato del Lavoro può disporre la chiusura immediata in assenza della verifica.
6. Il condominio ha già fatto la verifica, devo farla anche per il mio ufficio/negozio?
Sì. Anche se i picchetti di terra sono in comune, i dispositivi di protezione (interruttori differenziali o "salvavita") e i collegamenti interni sono specifici della tua unità immobiliare. La tua attività deve avere un proprio verbale di verifica.
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7. Quali documenti devo presentare al verificatore?
Per un'ispezione corretta occorrono:
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Dichiarazione di Conformità (Di.Co.) o Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.).
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Progetto dell'impianto (se previsto).
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Denuncia dell'impianto (trasmessa a INAIL/ASL all'inizio dell'attività).
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Verbali di verifiche precedenti.
8. Non trovo la Dichiarazione di Conformità (Di.Co.), cosa faccio?
Se il documento è andato smarrito o l'impianto è vecchio, è necessario far redigere da un professionista abilitato una Di.Ri. (Dichiarazione di Rispondenza) ai sensi del DM 37/08. Senza uno di questi documenti, l'impianto non è formalmente regolare.
9. Cos'è il portale CIVA dell'INAIL?
Dal 2020, i Datori di Lavoro sono obbligati a comunicare tramite il portale CIVA il nominativo dell'Organismo incaricato delle verifiche. Questo database permette all'INAIL di monitorare in tempo reale chi è in regola e chi no.
Hai dubbi sulla tua scadenza o ti serve un preventivo?
Non rischiare sanzioni penali. Il nostro team è a disposizione per analizzare la tua situazione e programmare la verifica in tempi brevi.